Ristorante Vitium Crema Chef Michele Minchillo

RISTORANTE VITIUM

Chef: Michele Minchillo

Via: Ginnasio, 4 Crema (CR)

Tel: 0373622071

Spesa media escluso bevande: € 70,00

Chiusura: Martedì

La mia valutazione:

Rieccomi nuovamente dallo chef Michele MInchillo, l’ultima volta (maggio/2021)  fu una piacevole scoperta di questo grazioso ristorante nel cuore di Crema in un affascinante  palazzo del dodicesimo secolo, dove conobbi il bravo e simpatrico chef Pugliese di Monopoli, cresciuto grazie agli insegnamenti di Luciano Tona (responsabile della didattica di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina), e di Silvio Salmoiraghi. Oltre a varie esperienze tra cui dalla cheffa Isa Mazzocchi ristorante La Palta ed al 2 stelle Michelin Fredrik Berselius…

In questa mia ultima visita non posso che confermare ancora una volta la sua bravura e le sue ottime idee..
Le sue preparazioni mi sono nuovamente piaciute molto anche se, sui dessert, bisogna lavorarci un pochino ancora. ( ma ci siamo quasi)
Lo chef propone una cucina equilibrata e dai contrasti decisi, ad essere sincero, nuovamente inattesa.
Ne sono sicuramente un esempio l’ostrica con la spuma di zola o il Tataky di Rubia Gallega con l’anguria acetata.
Una cucina “divertente” gustosa e come detto molto equilibrata dove i sapori sono ben distinguibili.

In sostanza una cucina di qualità che potrebbe soddisfare pienamente il palato di ogni appassionato gourmet.

E stato per me un’altra piacevole tappa gourmet in un luogo molto bello e rilassante con una sala accogliente ed elegante, con poltroncine comode e tavoli ben distanziati senza tovagliato (mi ripeto a me non piace ma ormai è la moda) luci soffuse, pavimenti in legno ed un dehors altrettanto accogliente, arredato in modo essenziale.

Il servizio è sempre gentile, molto attento, professionale e mai invadente.

Nota di merito, finalmente uno tra i pochi ristoranti d’alta cucina che presenta una carta delle birre..

Una valida tappa gourmet

IL GIOCO DEI PIATTI

Il Piatto da Bis:
Ostrica, zola, sedano e lampone

Il Piatto che non (ri)Ordinerei
Il dessert: latte di capra, mosto d’uva, susina e caffè

 

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