Ristorante La Madia

LA MADIA

Chef: Pino Cuttaia

Via: Corso Re Capriata, F22 – Licata (AG)

Tel:  0922 771443

Riconoscimenti: 2 stelle Michelin – 3 forchette Gambero Rosso

Spesa media escluso vini: € 90,00

GUIDA MICHELIN
“La memoria è l’ingrediente segreto di piatti che raccontano una storia”, sostiene Cuttaia. Vero! La nostalgia emotiva della sua cucina è fortissima, ma anche la ricerca e l’innovazione; uno straordinario lavoro che parte dai prodotti, li trasforma per giungere alla loro essenza, spesso con risultati di grande originalità. I migliori prodotti esaltati dalla competenza e dall’ispirazione di uno chef di talento che « firma » con la sua squadra piatti eterei ed evocatori, talvolta molto originali.

GUIDA IDENTITA’ GOLOSE
Fa sognare, incuriosisce e intriga la cucina che Pino Cuttaia oggi propone agli ospiti del suo ristorante: è ancora quella cucina imperniata sulle idee di anamnesi e di emozioni che ha propulso lo chef nelle zone più brillanti del panorama gastronomico internazionale, ma si arricchisce di nuovi contenuti, di sfide attualissime che il cuoco di Licata affronta con la semplicità e l’intelligenza che lo contraddistinguono e con la voglia imperturbabile di non fermarsi, continuando il suo percorso di ricerca e di vita.

È questo il motivo per cui sono nati alcuni dei nuovi piatti, per intenzione decisa e salda di alleggerire fisicamente e concettualmente le preparazioni, sfoltire le sovrastrutture e concentrare sapori ed essenze. Così, nello sviluppo di un “degustazione”, ecco la Parmigiana di melanzane, il Pane cunzato fai-da-te e gli Spaghetti con vongole e acqua prezzemolata. È sempre possibile ovviamente godere dei capisaldi dell’estro cuttaiano, baluardi famosi e riconoscibili in foto anche senza didascalia. La golosa Pizzaiola: merluzzo in affumicatura di pigna, l’estatica Nuvola di Caprese, o il Quadro di alici in acqua di mare, in bilico tra arte, cultura e naturalità.

E, proseguendo sulla scia gourmet, le novità della carta: il Cocktail di gamberi 3.0, il fresco e tecnico Babà mediterraneo o lo scultoreo Fossile, mare masticabile a base di polpo. Lo chef ha ancora voglia di divertirsi e di emozionare: vale la pena percorrere la lunga strada che da ogni angolo del mondo porta a Licata. Tra muri, ricordi e semplicità di Pino Cuttaia.

LE SOSTE
Quella di Pino Cuttaia è la cucina del ricordo, tanto identitaria quanto riconoscibile. Provocatorio ma allo stesso tempo fortemente legato al territorio, nei suoi piatti che rappresentano le esperienze dell’infanzia vi è un lento movimento verso la ricerca della perfezione. Una cucina che per la bellezza antica e inconsapevole risulta al tempo stesso vicina nell’amore che trasmette, quanto lontana nei sapori perduti. “Ogni Chef è in viaggio, e il viaggio è fatto di ricerca, esplorazione, idee. Il mio oggi conduce dove tutto ha avuto inizio: nella cucina di casa” ecco il manifesto dello chef Cuttaia. Dopo numerose esperienze nel nord Italia, eccolo tornare nella sua difficile Licata per creare una cucina di sintesi, prodotto finale di una lunga catena di artigianato che inizia nell’orto dietro casa. Il gusto, accentuato dalle pareti di legno chiaro spoglio, senza orpelli, ornato solo dei pensieri dello chef, sotto forma di scritte e qualche scatto d’autore, è quello di far assaggiare ciò che un tempo si faceva tra le mura domestiche, rendendolo professionale.

VIAGGIATORE GOURMET
Tra le tappe imperdibili del tour siciliano di Viaggiatore Gourmet non poteva mancare La Madia di Pino Cuttaia. Il ristorante quest’anno sfoggia una veste completamente nuova: un ambiente pulito, chiaro, dall’arredo semplice e privo di eccessi dove predomina il rovere chiaro che riveste il pavimento. In sala, tovaglie bianche, colori tenui alle pareti e una grande finestra, che illumina tutto l’ambiente, affacciata sul cortile del ristorante, orto e giardino al tempo stesso. La cucina di Pino Cuttaia però è sempre la stessa, un percorso a ritroso nella memoria dello chef, per portare alla luce i ricordi più cari che trovano poi espressione concreta nei piatti che compongono il menù. La memoria dunque è l’ingrediente segreto di ogni piatto, come ricorda la scritta bianca che spicca sulla parete di legno, e a essa si aggiungono materie prime di ottima qualità, tutte rigorosamente siciliane. Dal 2014 però la cucina dei ricordi dello chef è alla portata di tutti, grazie a Uovo di Seppia, il nuovo progetto di Pino Cuttaia che è al tempo stesso dispensa, gastronomia delle sue creazioni più golose in forma take-away e laboratorio dove partecipare a corsi di cucina per chi vuole riscoprire prodotti e abbinamenti.

IL GOLOSARIO
Uno dei migliori ristoranti del mondo? A Licata. Il merito è di Pino Cuttaia, chef dotato di una sensibilità e mente unica, ancorata alla “cucina della memoria” ma in possesso di una tecnica pazzesca. Correte a provarlo: è il miglior rapporto prezzo/felicità d’Italia.
Piatti come il polpo sulla roccia, il memorabile arancino di riso con ragù di triglia e finocchietto selvatico, il cannolo di melanzana perlina in pasta croccante, la pasta e minestra di crostacei, il tataki di tonno Sikano, il filetto di manzo lisciato all’olio di cenere, per non parlare – tra i dolci – della cornucopia di cialda di cannolo ripieno di ricotta, ci hanno deliziato il palato come forse mai nella nostra esistenza
Insomma, questo ristorante, ristrutturato anche negli interni, è meta che bisogna concedersi almeno una volta nella vita.
Prezzi medi: Antipasti 26; Primi piatti 28; Secondi piatti 30; Dolci 12
Menu Per Le Scale di Sicilia: piatti della tradizione a 95 euro; Menu Illusioni: tecnica e creatività a 115 euro; Menu Il Mare Inaspettato: pescato del giorno a 130 euro

VALUTAZIONE DEGLI UTENTI DI TRIPADVISOR ITALIA

(su 832 Recensioni)

Eccellente: 709
Molto buono: 77
Nella media: 23
Scarso: 8
Pessimo: 15

 

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